Il mondo delle Criptomonete, la guida definitiva

cryptovalute

Indice

16 Minuti

Introduzione

Questo articolo nasce per coloro che vorrebbero avvicinarsi per la prima volta al mondo delle monete virtuali, per te che leggi e forse non hai ancora avuto modo di conoscerne il funzionamento, le origini e gli sviluppi e perchè no…semplicemente perchè vuoi iniziare ad usarle ma non sai da dove partire.
Amo spiegare sin da subito, quando parlo alle persone di questa fantastica invenzione, che il sistema nasce con l’ obbiettivo di rendere ogni persona “banca di se stesso“, libera dal controllo delle grandi istituzioni finanziare.
Iniziamo col capire insieme i primi concetti e perchè hanno rivoluzionato il mondo dell’ economia globale!

Il mondo delle Criptomonete

Cosa sono le Criptovalute

Una criptovaluta (o criptomoneta) è una valuta paritaria, decentralizzata e digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consente di effettuare pagamenti online in maniera sicura.

Le implementazioni spesso usano uno schema proof-of-work come salvaguardia alla contraffazione digitale. Esse utilizzano tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi sono computer di utenti disseminati in tutto il globo. Su questi computer vengono eseguiti appositi programmi che svolgono funzioni di portamonete (entreremo in seguito nel dettaglio).

Non c’è attualmente alcuna autorità centrale che le controlla. Le transazioni e il rilascio avvengono collettivamente in rete, pertanto non c’è una gestione di tipo “centralizzato”. Queste proprietà uniche nel loro genere, non possono essere esplicate dai sistemi di pagamento tradizionale.
Sono state definite oltre trenta diverse specifiche e protocolli per lo più simili o derivate dal Bitcoin. Alcuni stati, tra cui il Giappone, hanno riconosciuto al Bitcoin corso legale, e dunque in questi stati può essere usato legalmente al posto della valuta locale.
La maggior parte delle criptomonete sono progettate per introdurre gradualmente nuove unità di valuta, ponendo un tetto massimo alla quantità di moneta che sarà in circolazione. Ciò viene fatto sia per limitare la scarsità (e il valore) dei metalli preziosi, sia per evitare l’iperinflazione.

Comparate con le valute ordinarie gestite dagli istituti finanziari o tenute come contante, le criptomonete sono meno suscettibili a confische da parte delle forze dell’ordine. Le transazioni effettuate con le criptomonete offrono un buon livello di privacy, grazie alla caratteristica di pseudonimia degli utilizzatori. Il livello di privacy varia a seconda del protocollo utilizzato, ed è totale per quelle criptovalute (quali Monero, Dash, Zcash) che utilizzano il sistema di validazione “zero knowledge“, grazie al quale non viene scambiata nessuna informazione delle parti.

Il mondo delle CriptomoneteTutto nasce grazie al Bitcoin

Dagli esperti di finanza il Bitcoin non viene classificato come una moneta, ma come un mezzo di scambio altamente volatile. A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale né di meccanismi finanziari sofisticati, il valore è determinato unicamente dalla leva domanda e offerta: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, ma sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali, come la generazione di nuova moneta e l’attribuzione della proprietà dei bitcoin.

La rete Bitcoin consente il possesso e il trasferimento delle monete, queste possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un “indirizzo bitcoin o chiave pubblica” (generato alla creazione del wallet).

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Ma come è nato il Bitcoin?

Bitcoin è una moneta elettronica decentralizzata nata il 3 gennaio 2009. Non è da considerarsi virtuale in quanto esiste e molte persone la utilizzano quotidianamente per i loro acquisti.

Il nome bitcoin fu nominato per la prima volta nel novembre 2008 alle ore 16:16:33 in una mailinglist chiamata “The Cryptography Mailing List” da un individuo sconosciuto che si firmò con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Riportiamo tale post:

TITLE: Bitcoin P2P e-cash paper

I've been working on a new electronic cash system that's fully
peer-to-peer, with no trusted third party.

The paper is available at:
http://www.bitcoin.org/bitcoin.pdf

The main properties:
Double-spending is prevented with a peer-to-peer network.
No mint or other trusted parties.
Participants can be anonymous.
New coins are made from Hashcash style proof-of-work.
The proof-of-work for new coin generation also powers the
network to prevent double-spending.

Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System

Abstract. A purely peer-to-peer version of electronic cash would
allow online payments to be sent directly from one party to another
without the burdens of going through a financial institution.
Digital signatures provide part of the solution, but the main
benefits are lost if a trusted party is still required to prevent
double-spending. We propose a solution to the double-spending
problem using a peer-to-peer network. The network timestamps
transactions by hashing them into an ongoing chain of hash-based
proof-of-work, forming a record that cannot be changed without
redoing the proof-of-work. The longest chain not only serves as
proof of the sequence of events witnessed, but proof that it came
from the largest pool of CPU power. As long as honest nodes control
the most CPU power on the network, they can generate the longest
chain and outpace any attackers. The network itself requires
minimal structure. Messages are broadcasted on a best effort basis,
and nodes can leave and rejoin the network at will, accepting the
longest proof-of-work chain as proof of what happened while they
were gone.

Full paper at:
http://www.bitcoin.org/bitcoin.pdf

Satoshi Nakamoto

---------------------------------------------------------------------
The Cryptography Mailing List
Unsubscribe by sending "unsubscribe cryptography" to [EMAIL PROTECTED]

Qualche mese precedente a questo post il dominio bitcoin.org fu registrato e qualche mese dopo venne presentato il progetto sulla piattaforma sourceforge per arrivare al 3 gennaio 2009 quando si rilasciò la V.0.1 del primo software bitcoin.

Il software bitcoin, così come era stato presentato, si occupava di gestire le transazioni in entrata e in uscita ma aveva un caratteristica particolare: permetteva di generare bitcoin a chiunque attivasse l’opzione “mining”.
In questo caso la CPU del computer veniva impiegata per elaborare e rispedire in rete pacchetti dati contententi calcoli matematici e, se si era fortunati a trovare la “soluzione” venivano generati e consegnati 50 bitcoin nel software.

Ora la funzione (per come descritta ora) è stata eliminata in quanto si sprecherebbero troppe risorse economiche (costi dell’ energia elettrica e usura dell’ hardware impiegato) a fronte di un guadagno. Vi chiederete il perchè…dovete sapere che questi calcoli matematici, aumentano o diminuiscono di difficoltà in base al totale della potenza di calcolo immessa da tutti gli utenti nel network. Ovviamente in quel periodo pochi utilizzavano tale software e, di conseguenza, la probabilità di trovare il blocco (questo è il termine corretto) era molto più concreta rispetto ad oggi.
Proseguiamo il racconto..

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In quel periodo Bitcoin non aveva nessun valore rispetto alla moneta “reale” ma, dopo il DayOne del software (opensource), per la prima volta venne pubblicato un articolo che diede inizio all’ espansione. L’articolo faceva notare che 1309,03 BTC avevano un valore pari a 1 dollaro. Questo era stato calcolato valutando quanto la CPU (e il computer) consumavano in termini di corrente elettrica e quante probabilità avesse avuto in un anno di trovarne ancora. Riportiamo il testo originale:

During 2009 my exchange rate was calculated by dividing $1.00 by the average
amount of electricity required to run a computer with high CPU for a year, 
1331.5 kWh, multiplied by the the average residential cost of electricity in 
the United States for the previous year, $0.1136, divided by 12 months divided 
by the number of bitcoins generated by my computer over the past 30 days.

Siamo nei primi giorni di ottobre 2009.

Arriva dicembre ed esce la V.0.2 del software Bitcoin e dopo un paio di mesi venne creato il primo sito exchange (piattaforme per vendere e comprare cryptovalute) di bitcoin sul dominio www.bitcoinmarket.com.

Arriviamo a una data storica: 22 maggio 2010. In questa data un ragazzo, con lo pseudonimo di laszlo, acquistò una pizza pagandola con 10.000 bitcoin (circa 50 dollari ai tempi). Fu il primo acquisto pubblico.

In quell’anno il valore di bitcoin passò da $0.008/BTC a $0.08/BTC e si susseguirono diversi aggiornamenti al software.

 

Cos’è un Wallet? Cosa significa?

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Se vuoi utilizzare Bitcoin o qualsiasi altra crypto, è necessario disporre di un wallet, si tratta del primo strumento di cui necessitiamo per utilizzare le criptovalute. Un wallet in pratica è un un portafoglio virtuale sul quale potrai depositare e ritirare le tue monete.

 

A differenza dei portafogli tradizionali, i portafogli virtuali non memorizzano la valuta. Infatti, le valute virtuali non vengono memorizzate in alcuna posizione del vostro dispositivo (PC, Smartphone, Tablet o HW-Wallet). Tutto ciò che esiste sono record delle transazioni memorizzate nei vari blocchi presenti nella blockchain. Tramite un Wallet puoi comunicare direttamente con la blockchain per inviare e ricevere coin o controllare il saldo e le transizioni effettuate precedentemente.

Tipologie di Wallet

Online Wallet

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I portafogli vengono eseguiti in cloud hosting e sono accessibili da qualsiasi dispositivo informatico in qualsiasi posizione. Mentre sono più comodi da accedere, i portafogli online memorizzano le tue chiavi private online e possono essere controllate da una terza parte poco affidabile o che li rende più vulnerabili agli attacchi di hacker e furti.

 

Desktop Wallet

 

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I portafogli che vengono scaricati e installati tramite il loro client ufficiale sul pc. Sono accessibili solo dal singolo computer in cui sono installati. I portafogli da Desktop offrono un buon livello di sicurezza, tuttavia, se il computer viene hackerato o infettato da virus, c’è la possibilità che tu possa perdere tutte le tue monete.

 

Mobile Wallet

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I portafogli vengono eseguiti su un’applicazione sul tuo telefono e sono utili perché possono essere utilizzati ovunque, inclusi i negozi al dettaglio. I portafogli mobili sono generalmente molto più piccoli e semplici rispetto ai portafogli desktop a causa dello spazio limitato disponibile su un cellulare.

 

Hardware Wallet

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Differenti dai portafogli software in quanto memorizzano chiavi private di un utente su un dispositivo hardware (apposite chiavette USB acquistabili in rete) Anche se i portafogli hardware effettuano transazioni online, vengono memorizzate in modalità off-line che garantiscono una maggiore sicurezza.

I portafogli hardware possono essere compatibili con diverse interfacce web e supportare diverse valute. Decisamente il sistema più sicuro per quanto riguarda attacchi informatici, secondo solo al paper wallet, ma cè la possibilità di smarrirla o danneggiarla fisicamente.

Paper Wallet

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Un paper wallet non è nient’altro che un pezzo di carta sul quale vengono stampati gli indirizzi identificativi (chiave pubblica e privata).

 

Dal momento che un indirizzo può essere utilizzato anche solamente per conservare delle monete, non è necessario nessun tipo di applicazione per riceverne (è necessario solo disporre della chiave pubblica), quindi un pezzo di carta può essere sufficiente, che consiglio di plastificare. Anche per controllare il saldo è necessario disporre della sola chiave pubblica, mentre se vogliamo però effettuare delle operazioni in uscita allora sarà necessario utilizzare un client e immettervi anche la chiave privata.

Il livello di sicurezza dipende dal tipo di portafoglio utilizzato, nel caso di gestione esterna dal fornitore del servizio. Un sito web, quindi un server, è un ambiente molto più rischioso rispetto a quello offline.

 

Come iniziare a portare le prime monete sui propri wallet

Exchange

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Esistono alcuni siti chiamati “exchange” (scambio) che permettono di vendere e acquistare qualsiasi moneta si vuole al prezzo attuale al momento della transazione, nel momento che si acquistano, le monete possono essere mantenute nell’ exchange usufruendo della piattaforma momentaneamente come wallet (se per esempio si ha acquistato per sfruttare un imminente rialzo del prezzo), se invece si ha intenzione di depositarle altrove in un luogo più sicuro basta effettuare il “withdraw” ovvero ritiro delle monete inviandole all’ indirizzo pubblico del vosto wallet.

Il prezzo e l’ andamento sul mercato è controllabile per ogni moneta su CoinMarketCap in tempo reale.

Tra i più famosi exchange citiamo:

  • Binance
  • Coinbase
  • SpectroCoin
  • Bittrex
  • Livecoin
  • Cryptopia
  • Kraken

Sicuramente non avrai già intenzione di acquistare…se per te è ancora presto e non ti senti pronto vediamo come guadagnare/produrre monete senza investire denaro!
Le possibilità sono due, il mining e i faucet online, vediamole insieme.

Il mondo delle Criptomonete

Il mining, sfruttate la potenza del vostro computer

Il mining è il modo utilizzato dal sistema del bitcoin e dalle criptovalute in generale per emettere moneta.
La rete memorizza le transazioni all’interno di strutture di dati chiamate in gergo “blocchi”. Affinchè un blocco possa essere aggiunto alla catena dei blocchi, ovvero all’enorme database pubblico (blockchain) contenente tutte le transazioni, è necessario che un elaboratore (pc o smartphone) lo “chiuda” trovando un particolare codice, che può essere unicamente trovato a furia di tentativi.
Questa operazione cristallizza il blocco, impedendo qualsiasi modifica futura, e chi trova tale codice è ricompensato con una certa quantità di moneta, più tutte le tasse delle transazioni da lui inserite nel blocco, come ricompensa alla “donazione” di tempo e risorse dell’ elaboratore alla causa della moneta stessa. Questa operazione è chiamata in gergo mining, nome che deriva dal parallelismo bitcoin-oro, nel quale il reciproco è costituito dai minatori che cercano strenuamente le pepite d’oro nella roccia.

Un po’ di storia

Quando fu progettata la rete bitcon il suo creatore si trovò davanti al problema di come emettere nuova moneta. Tutti i sistemi monetari mondiali emettono moneta attraverso le banche centrali, ma la decentralizzazione del bitcoin richiede un metodo di generazione della moneta altrettanto decentralizzato. La soluzione fu di progettare il sistema affinchè elargisse bitcoin come premio ai componenti della rete che forniscono potenza elaborativa, necessaria a fortificare e strutturare la rete stessa, secondo

un sistema casuale studiato in modo da restituire bitcoin in modo proporzionale alla potenza computazionale fornita.

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Inizialmente, l’unico modo per minare era utilizzare il client originale abilitando la funzione di “generazione monete” (opzione mining), permettendogli di usare tutto il tempo libero della CPU per cercare di chiudere i blocchi. Dal momento che il bitcoin era ancora agli albori e i partecipanti erano molto pochi, lasciando un PC 24h/24 ci si poteva ragionevolmente aspettare di generare migliaia di bitcoin al giorno. Non bisogna dimenticarsi, tuttavia, che in questa fase il bitcoin non aveva praticamente valore o utilità, il mining era poco più che una donazione a fondo perduto per il bene del progetto.

Il sistema bitcoin, come tutte le crypto, è in grado di autoregolarsi: modifica la difficoltà del lavoro necessario a chiudere un blocco in modo tale che in tutta la rete si generi una media di 6 nuovi blocchi ogni ora. Col tempo, sempre più persone si sono avvicinate al mondo bitcoin, e di conseguenza al mining, aggiungendo la loro potenza elaborativa alla rete. Questo ha causato l’aumento della difficoltà, diminuendo il guadagno medio giornaliero per singola macchina da migliaia di bitcoin al giorno a pochi centesimi, e portando inoltre minatori a unirsi in “team”, le cosiddette “mining pool“, il cui scopo è garantire un afflusso di denaro più costante rispetto al mining in solo.

Nel frattempo il mining si è specializzato, passando da usare CPU a GPU (Schede grafiche), a FPGA (dispositivi logici programmabili) e infine ad ASIC (microprocessori costruiti su misura per un preciso compito).

 

Un pò di teoria, algoritmo Proof-Of-Work (per i più afferrati)

Tecnicamente, il mining di bitcoin è un’operazione di brute forcing in cui lo scopo è trovare il numero da inserire in un insieme di dati (l’header del blocco) tale per cui il doppio hash SHA-256 di tali dati sia un numero inferiore ad un certo target (obiettivo), target che viene calcolato sulla base del coefficiente di difficoltà: maggiore è la difficoltà, minore è il target e maggiori saranno i tentativi necessari per trovare il suddetto numero.
In pratica, il computer che sta facendo girare il programma di mining riceve l’header del blocco che si sta cercando di chiudere da un client opportunamente configurato (solo mining) o tramite internet da un server apposito (pool mining). All’interno di questa header viene aggiunto un numero, “nonce”, e viene calcolato l’hash doppio del tutto. se tale hash è numericamente minore del target, l’header viene mandato al server per l’approvazione, altrimenti la nonce viene incrementata di uno e il controllo si ripete. Questa operazione viene effettuata diversi milioni di volte al secondo, tanti quanti sono i MHash/sec riportati dal programma di mining.
Da notare che il mining è un processo basato sulla pura statistica: ogni tentativo di hashing ha la stessa probabilità di essere quello buono. Non ha senso dire che servono un certo numero di hash o di tempo per chiudere un blocco, si può esclusivamente parlare di media.

 

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Minergate Mining Pool

Non e’ altro che una multipool, un software che sfrutta la potenza di calcolo del pc, smartphone e tablet. Ormai una realta’ consolidata che dal 2014 ti da la possibilita’ di estrarre, per mezzo del suo software le Criptomonete piu’ utilizzate, un servizio completamente gratuito.

Per prima cosa devi crearti un account sul sito di Minergate.

Successivamente è necessario scaricare il programma sempre dal sito per utilizzarlo su PC o dal Play Store/Apple Store per il vostro smartphone, naturalmente MinerGate funziona con tutti i sistemi operativi.

Perche’ utilizzare MinerGate per minare?

Utilizzando il detto l’unione fa la forza, con questo software non facciamo altro che unirci ad altri utenti e mettendo insieme la capacita’ di calcolo di tutti i PC si riesce a fare una estrazione maggiore. I proventi verranno poi distribuiti tra i vari utenti in base alla loro partecipazione in termini di potenza.

MinerGate mette a disposizione i propri Wallet, qualora l’utente non ne abbia uno privato. Come detto piu’ volte la soluzione piu’ sicura e’ comunque quella di trasferire i proventi su un portafoglio (Wallet) privato.

 

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Faucet, cosa sono e perchè esistono?

Quando si parla di faucet di Bitcoin e di cryptomonete in generale, si vuole intendere quei siti, che come la traduzione dall’inglese suggerisce, fungono da “rubinetti” sgocciolanti di moneta virtuale.

Per il bitcoin normalmente la ricompensa viene elargita in satoshi, che è il più piccolo sottomultiplo tra le unità di misura del bitcoin esistente. 1 satoshi = 0,00000001 BTC. Quindi per fare un bitcoin ci vogliano 100 milioni di satoshi. Non scoraggiatevi davanti ad un numero così basso!

Come si finanziano questi siti?

La maggior parte attraverso le pubblicità che vengono visualizzate sul sito o come attrattori di traffico verso un sito che offre anche altri contenuti. Forse una volta per i bitcoin esistevano anche dei faucet che promuovevano la moneta (quando il btc non valeva niente) attraverso una sorta di “prova prima di comprare”.

Vediamo ora una catena di faucet sicuri e paganti al 100%, tutti connessi da un singolo servizio che vi permetterà di accumulare le monete tutte insieme, per depositarle lì o spostarle in successione in un proprio wallet.

 

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CoinPot, il Microwallet e i suoi Faucet

Coinpot è un microwallet nato soltanto nel 2017 e conta tra i faucet ad esso collegati già alcuni dei più importanti, in quanto presenti sul web da molto tempo come Bonus Bitcoin o Moon Bitcoin. Dopo un’iniziale perplessità circa la possibilità di scam, il fatto che stia pagando regolarmente i suoi utenti ha fugato ogni dubbio sulla sua attuale legittimità.

Il portale di Coinpot.co è molto intuitivo nel suo utilizzo, consentendo di accumulare comodamente tutti i guadagni provenienti dai faucet partner in un solo account, nonchè di trasferirli poi al raggiungimento di soglie ragionevoli al proprio portafoglio di fiducia, tra gli svariati selezionabili. Le commissioni non sono per nulla alte e cambiano in relazione al wallet prescelto per fare il ritiro, potendo anche essere nulle.

Le monete digitali attualmente supportate da Coinpot sono Bitcoin (BTC), Litecoin (LTC), Dogecoin (DOGE), Digital Cash (DASH) e Bitcoin Cash (BCH).

 

Come usare Coinpot con i faucet collegati

Innanzitutto occorre registrarsi a Coinpot fornendo una email ed una password nel campo che compare cliccando su “Register”. Una volta confermato il proprio indirizzo di posta elettronica ci si può già recare nei faucet partner per fare claiming; per far sì di accumulare sul proprio account tutte le ricompense reclamate, basta inserire nel campo “Address” dei siti erogatori l’indirizzo e-mail con cui ci si è iscritti a Coinpot.

Ecco i faucet da usare per accumulare le monete su Coinpot in modo facile e veloce!

 

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Il pagamento da Coinpot

Dalla dashboard o dalla pagina di ogni singolo portafoglio del proprio account è possibile richiedere il pagamento di quanto guadagnato, cliccando il pulsante “Withdraw” (ritirare). Si possono spedire le proprie monete gratuitamente su portafogli online come XAPO, Coinbase ecc… oppure, pagando una piccola fee, su un proprio wallet personale.

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