Abusi minorili: Kik diviene l’app De Facto.

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Kik abusi minori

Confermati migliaia di casi di abusi minorili su Kik.

Un rapporto investigativo afferma che Kik Messenger (un’applicazione di messaggistica istantanea con bambini e adolescenti) è diventata l’applicazione de facto per la “cattura” dei bambini online, in parte a causa della sua facilità di accesso ai minori.

Kik-Messenger è un servizio gratuito di messaggistica istantanea di Kik Interactive, società di tecnologia canadese fondata nel 2009. Da allora, ha raggiunto oltre 300 milioni di utenti e il 40% degli adolescenti negli Stati Uniti. Il rapporto è una collaborazione tra l’azienda investigativa britannica media Point e Forbes. Essi hanno scoperto che i predatori sono aiutati da applicazioni di terze parti per contattare gli utenti minorenni.

Kik abusi minori

 

 

Point e Forbes sostengono che Kik è spesso citato dagli uomini di legge come uno strumento largamente utilizzato dai pedofili. L’applicazione è popolare perché “è gratuita, semplice da impostare, facilmente accessibile, potenzialmente anonima e consente agli utenti di condividere i propri dati privati.” -Kik

Come si fa a ”pescare” un abusatore?

Non è la prima volta che Kik risulta legata a crimini contro i bambini. Nel 2016, il New York Times ha riferito che l’applicazione stava preoccupando sempre più i funzionari delle forze dell’ordine. Infatti, ci sono stati innumerevoli casi in cui i predatori hanno utilizzato l’applicazione per scambiare pornografia infantile, inviare messaggi espliciti o organizzare incontri con i minori. All’epoca, Kik stava lavorando per intraprendere misure per contribuire a prevenire l’abuso sui minori, che includeva la sponsorizzazione di una conferenza annuale sui reati contro i bambini.

Nonostante tutti gli sforzi, Point e Forbes annunciano che gli abusi si stanno ancora verificando. C’è la prova che collega l’applicazione ai numerosi casi di violenza minorile online e che gli sciacalli continuano ad utilizzare l’app per individuare i bambini. I giornalisti delle due pubblicazioni  si sono immedesimati in due adolescenti di 13 e 14 anni. Entro un’ora i due profili hanno ricevuto numerosi messaggi privati da parte degli utenti maschi, tra cui alcuni con linguaggio e immagini esplicite. I giornalisti hanno poi utilizzato un’applicazione di terze parti chiamata KFF (User Finder per Kik), che aiuta a rafforzare il proprio profilo Kik. Dopo pochi minuti di pubblicità dei loro profili, hanno ricevuto centinaia di messaggi da altri utenti. “Non solo erano tanti aggressivi in tono, ma contenevano anche immagini di genitali maschili”.

Che misure vengono adottate in merito?

La relazione sottolinea che Kik Interactive ha compiuto notevoli sforzi per mitigare gli abusi nell’applicazione. Purtroppo, i predatori utilizzano sempre più una vasta gamma di applicazioni per i social media destinate ai bambini. Kik ha iniziato ad utilizzare uno strumento chiamato PhotoDNA che identifica immagini e video di abuso sessuale e spesso fornisce informazioni alle forze dell’ordine. Ma i problemi rimangono: Point e Forbes hanno parlato con i gruppi di difesa dei bambini. Essi hanno affermato che Kik potrebbe fare di più, come ad esempio aggiungere ulteriori controlli sulla privacy ed essere più sensibili alle denunce degli utenti. La cosa più preoccupante è che nessuno si è preoccupato di rimuovere i profili di coloro che Sono stati accusati e condannati per abuso di minori.

Un portavoce di Kik ha detto a Point e Forbes che la sicurezza era una priorità per l’azienda e che essa continua a investire in questo settore. Il proprietario dell’applicazione ha ammesso di poter fare un lavoro migliore per rimuovere definitivamente i profili dei criminali.

Kik non è l’unica quando si parla di abusi sulle piattaforme. I social media importanti come Facebook, Twitter e YouTube sono stati criticati per non aver fatto abbastanza per impedire l’abuso e la molestia sui loro portali.

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